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| IDG810900451 | |
| 81.09.00451 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Alessandri Alberto
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| Il problema delle misure coercitive e l' art. 388 c.p.
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| Riv. it. dir. proc. pen., an. 24 (1981), fasc. 1, pag. 154-189
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D51212
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| Dopo aver brevemente illustrato i motivi di rinnovato interesse per
l' art. 388 c.p. nelle piu' recenti riflessioni dottrinali dedicate
al problema della "tutela di condanna", sono criticamente esposte le
principali tesi formulate riguardo all' oggettivita' giuridica del
reato previsto dall' art. 388. E' quindi affrontato il chiarimento
della locuzione "sentenza di condanna", nel senso di circoscriverne
la portata alle sole sentenze assistite da una sanzione per il loro
eventuale inadempimento, sia essa prevista con la predisposizione di
mezzi di surrogazione o di coazione. In merito poi al caso che ha
sollecitato i piu' innovativi contributi dottrinali e
giurispurdenziali, e cioe' la mancata reintegrazione del lavoratore
ex art. 18 Statuto dei lavoratori, e' respinta la tesi di una
configurabilita' al riguardo del reato previsto dall' art. 388.
Infine, esplorate le massime possibilita' applicative della norma in
relazione alle sentenze ed ai provvedimenti giudiziari assistiti da
tecniche coercitive, sono esposte alcune osservazioni sui rischi
connessi ad una penalizzazione generica ed indifferenziata dell'
inottemperanza ai provvedimenti giudiziari.
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| art. 388 c.p.
art. 700 c.p.c.
art. 18 l. 20 maggio 1970, n. 300
l. 9 dicembre 1977, n. 903
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| Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze
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