| Gli AA. procedono ad una analisi giuridica degli elementi
fondamentali della legge 4 aprile 1975, n. 103 di riforma del sistema
radiotelevisivo nazionale. Sostengono che con essa si e' inciso in un
sistema di potere a carattere nazionale, che per tre decenni, circa,
aveva vissuto come strumento servente in senso istituzionale del
governo, e in senso politico della democrazia cristiana.
Puntualizzano il concetto di "servizio pubblico essenziale", alla
luce dell' art. 43 della Costituzione e della giurisprudenza
costituzionale, e il ruolo e la composizione della commissione
parlamentare con la conseguente caduta del primato dell' esecutivo.
Esaminano, quindi, la natura dell' ente come "societa' di interesse
nazionale", e gli strumenti giuridici di garanzia riguardo all' uso
dei poteri spettanti al consiglio di amministrazione. Successivamente
affrontano il tema del ruolo della RAI-TV nel sistema delle
comunicazioni di massa, alla luce di una valutazione del significato
della coesistenza del monopolio pubblico con le radiotelevisioni
private, tenendo conto della giurisprudenza costituzionale.
Prospettano al riguardo l' instaurazione di un rapporto non
antagonistico ma di sviluppo integrativo del complessivo sistema
delle comunicazioni di massa tra ente pubblico e aziende private.
Conclusivamente tracciano le linee essenziali di una legge di
regolamentazione delle emittenti private.
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