| L' intervistato ritiene che la legislazione penale degli ultimi tempi
risponda all' esigenza "straordinaria" di far fronte al fenomeno del
terrorismo e di dare sicurezza alla gente. Uno dei tratti
caratteristici di questa normativa e' quello dell' inasprimento delle
pene, ma sostiene che non e' con tale inasprimento che si realizza
un' adeguata prevenzione, bensi' mediante la certa e tempestiva
applicazione della sanzione penale. Questa impostazione risponde ad
un' esigenza di razionalizzazione del diritto penale. Una politica
penale razionale, oggi, deve tener conto dei risultati delle scienze
criminologiche. Ribadito il concetto che non e' vero che i tassi di
criminalita' diminuiscono con una maggior severita' delle pene,
respinge la tesi che vorrebbe ripristinare la pena di morte per
fronteggiare il terrorismo, in quanto contraria all' impostazione
razionale del diritto penale e al pensiero cristiano, nettamente
ostile al principio di compensazione, una vita cioe' per una vita.
Risponde, quindi, ad una saggia politica la scelta compiuta dal
legislatore di promettere una diminuzione della pena, o addirittura
l' impunita' al c.d. terrorista pentito. Conclusivamente si
intrattiene sul fenomeno terroristico e sulla legislazione speciale
contro il terrorismo, che va tenuta in vigore, afferma,
controllandone costantemente la praticabilita' e la stretta
necessita'.
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