| Il sindacato deve decidere se vuole o non vuole assumere un'
iniziativa propria per la creazione di un Fondo d' investimento
"sindacale", a cui devolvere somme guadagnate in sede di
contrattazione collettiva ogni volta che, per le piu' varie ragioni,
risulta opportuno l' accantomaneto di una parte del reddito di lavoro
per risparmio e per investimento. In caso contrario, il prelievo sui
salari si configura inevitabilmente come un' operazione di politica
economica del governo, tendente a comprimere la spesa privata per
consumi, e comunque la liquidita' personale dei lavoratori e delle
famiglie. E' chiaro che alle due ipotesi corrispondono implicazioni
diverse circa la titolarita' del Fondo, i suoi meccanismi di
gestione, il suo impiego. Il rischio, invece, e' che si vada verso
una soluzione ibrida e mistificante: un Fondo d' iniziativa pubblica
che cerca di "salvare la faccia" presentandosi come conquista
sindacale. Insomma, un pasticcio all' italiana.
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