| Prendendo lo spunto da motivi ideologici e da incertezze dottrinali
oggi agitate, l' A. torna ad analizzare il concetto di giustizia in
correlazione con quelli di carita' e di misericordia, fatto ora
oggetto della seconda enciclica di Giovanni Paolo II. Falliti i
secolari tentativi di unificare l' immenso bagaglio di nozioni che l'
umanita' possiede in tema di giustizia, perche' condotti sul filo d'
impossibili concetti universali a tipo contenutistico, miglior sorte
puo' arridere, invece, a chi ne ricerca, come gia' per il diritto, un
concetto formale. Ne emergono due: l' uno, generalissimo, desumibile
dalla stessa esistenza e coesistenza di piu' esseri razionali,
verificabile persino nel dogma trinitario (giustizia ontica o
ontologica); l' altro, desumibile dall' esperienza giuridica e non
riducibile alla sola giustizia legale (giustizia giuridica). Si
conferma la presenza del secondo nel pensiero greco, romano e
veterotestamentario; qualche allusione al primo si ha presso i grandi
filosofi greci e presso i giusnaturalisti, ma soprattutto - implicita
ma chiarissima - nel sistema del Vecchio Testamento, senza che faccia
difficolta' ne' il fondamento religioso di tale giustizia, ne' l'
importanza particolare della giustizia-alleanza per gli ebrei.
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