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Stampa giuridica

Documento


140549
IDG810400352
81.04.00352 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Lener Salvatore
Il dovere-diritto degli obiettori di coscienza. Dopo il referendum sull' aborto
Civ. catt., vol. 3, an. 132 (1981), fasc. 3149 (5 settembre), pag. 396-405
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D9416
L' esito negativo dei due referendum per l' abrogazione (parziale) della legge n. 194 ha mal consigliato alcuni abortisti a proporre sulla stampa o in pubblici dibattiti l' abolizione dell' obiezione di coscienza e/o, piu' immediatamente, l' adozione di provvedimenti, misure e trattamenti idonei a far desistere gli obiettori dall' esercizio del loro diritto. Dopo aver notato che la schiacciante maggioranza dei cittadini, respingendo il referendum radicale in cui si proponeva anche l' abolizione delle norme sull' obiezione di coscienza, le ha pur democraticamente convalidate, la nota dimostra che, assai piu' di un diritto, tali norme configurano un dovere, esigito dai principi generali e costituzionali dell' ordinamento giuridico e, persino, dalle dichiarate finalita' della legge 194. Non trattandosi percio', ne' formalmente, ne' sostanzialmente, di privilegio, nessun limite puo' essere posto al suo servizio e nessun provvedimento di sfavore arbitrariamente adottato contro chi non solo puo', ma deve continuare ad esercitarlo.
l. 22 maggio 1978, n. 194
Centro diretto da G. Taddei Elmi - IDG Firenze



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