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Documento


140756
IDG810400384
81.04.00384 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Ramat Mario
Controriforma o riforma del pubblico ministero?
Dem. dir., an. 21 (1981), fasc. 3, pag. 99-107
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D02307
L' A., pur ammettendo l' esistenza del problema del pubblico ministero, in Italia, ritiene che le proposte di riforma tendenti a sottoporre la magistratura requirente al controllo del "potere politico", del governo o del Parlamento, sottendono la volonta' della classe di governo, consapevole di aver perduto la capacita' di essere guida politica e morale, di instaurare il "dominio" sulla magistratura per evitare che sia consentita l' apertura di processi penali riguardanti i potenti e il potere. L' A. sottopone a forte critica, in particolare, la proposta del segretario del partito socialista italiano, Bettino Craxi, in materia, e sostiene che la sottoposizione al controllo del potere politico del pubblico ministero equivarrebbe, in concreto, ad una subordinazione di questo al governo od alla maggioranza con grave conseguente pregiudizio del principio di uguaglianza e dello Stato di diritto. Per ovviare a certe distorsioni dell' esercizio dell' azione penale e dell' attivita' giudiziaria, l' A. suggerisce il rimedio della eliminazione dei centri di potere interni alla magistratura attraverso due essenziali strumenti di riforma: la temporaneita' degli uffici direttivi; l' assegnazione degli affari giudiziari, nei singoli uffici, secondo criteri oggettivi predeterminati. Altro fenomeno negativo, nell' esercizio dell' azione penale, preso in considerazione dall' A., e' quello della disparita' di comportamenti e della causalita' requirente cui si potrebbe ovviare, almeno in parte, mediante il controllo da parte di un organo collegiale quale potrebbe essere il Tribunale della liberta'.
Centro diretto da G. Taddei Elmi - IDG Firenze



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