| L' A. esamina gli aspetti della crisi istituzionale del Paese e
riassume criticamente il dibattito sulle proposte di riforma per il
superamento di essa. In particolare prende in considerazione le
proposte di riforma del Parlamento e del governo. A giudizio dell'
A., la riforma del Parlamento non approderebbe a risultati concreti
se non fosse accompagnata da una adeguata riforma del governo.
Traccia, quindi, le linee di una riforma del governo e in particolare
illustra il ruolo e la funzione del presidente del Consiglio che, tra
l' altro, dovrebbe assumere un particolare rilievo, con effettiva
preminenza sui ministri. Esaminati gli aspetti essenziali della
riforma del governo, l' A. affronta quelli contestuali della riforma
dei ministeri, che implica anche una diversa concezione della
autonomia locale e regionale. La riforma dei ministeri, afferma l'
A., deve prevedere, infatti, la riforma del Comune, la riforma
periferica della amministrazione statale, lo sfoltimento dei
ministeri. Successivamente l' A. si intrattiene sula questione della
"centralita' del Parlamento" e indica alcune riforme da introdurre
affinche' questo organo possa esercitare con pienezza sia la funzione
di controllo che quella di determinare l' indirizzo politico del
Paese. Altri temi dibattuti sono quelli dell' eventuale introduzione
di un sistema parlamentare monocamerale e quello relativo alla
riduzione del numero dei parlamentari.
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