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140777
IDG810900502
81.09.00502 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Fortuna Ennio
Sul giudizio direttissimo atipico e sul concorso dell' "extraneus" nella rivelazione del segreto
nota a App. Roma 12 settembre 1980
Giur. merito, an. 13 (1981), fasc. 2, pt. 2, pag. 405-441
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D5111; D6253; D547
Nella problematica generale dei limiti di applicabilita' della normativa processuale ordinaria in materia di giudizio direttissimo ai procedimenti direttissimi atipici, l' A. ritiene, contrariamente alla decisione annotata, che il giudice del dibattimento possa emettere i provvedimenti di cui all' art. 502 commi 1 e 2 c.p.p. Conseguenza processuale dell' omissione o rifiuto dell' ordinanza ex art. 502 comma 2 c.p.p. dovrebbe essere l' inammissibilita' dell' intero procedimento. Altro problema e' se il destinatario della notizia segreta risponde del reato ex art. 326 c.p. come concorrente, se non ha fatto nulla per procacciarsela. Il reato di rivelazione di segreti d' ufficio non e' plurisoggettivo.
art. 21 l. 8 febbraio 1948, n. 47 art. 185 c.p.p. art. 502 c.p.p. art. 503 c.p.p. art. 504 c.p.p. art. 110 c.p. art. 326 c.p.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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