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| IDG810900615 | |
| 81.09.00615 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Jorio Marcello
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| Rapporti tra imprenditore fallito, ma assolto dalla bancarotta, e
gestore di fatto non dichiarato fallito
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| nota a Trib. Napoli sez. III 10 aprile 1980
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| Giur. it., an. 133 (1981), fasc. 3, pt. 2, pag. 141-144
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D5373; D31320
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| La pronuncia commentata affronta il caso dell' imprenditore
commerciale fallito che viene assolto dalla imputazione di bancarotta
fraudolenta mentre viene condannato per lo stesso reato, il
coimputato, suo socio di fatto, non dichiarato fallito. L' A. della
nota, richiamata la natura di reato "proprio" della bancarotta (art.
216 l. fall.), sottolinea che ai fini dell' applicabilita' della
norma devono coesistere le due qualita' di imprenditore e fallito e
che la legge fallimentare non prevede specifiche eccezioni alla
normativa generale in materia di concorso. Il Tribunale, nella
decisione annotata, male applicherebbe dunque tali fondamentali
principi, a nulla valendo citare una massima della Cassazione che si
riferisce al fallimento di societa' e che responsabilizza i gestori
di fatto. Inoltre va notato che la normativa sul punto presuppone una
specifica procedura che sfocia nella sentenza dichiarativa di
fallimento e che non e' possibile superare la mancanza di un
provvedimento del Tribunale Civile con un accertamento autonomo in
sede penale.
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| art. 48 c.p.
art. 216 l. fall.
art. 223 l. fall.
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| Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze
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