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| IDG810900624 | |
| 81.09.00624 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Pagni Cristina
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| Riflessi penalistici delle violazioni della legge sull' equo canone
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| nota a Cass. sez. II pen. 24 aprile 1980
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| Giur. it., an. 133 (1981), fasc. 6, pt. 2, pag. 264-274
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D30640; D51903
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| La Cassazione, con la massima annotata, ha implicitamente
interpretato l' art. 79 legge sull' equo canone nel senso che le
sanzioni civilistiche ivi richiamate ben possono coesistere con
quelle penali laddove di volta in volta la condotta assunta dal
locatore contenga tutti gli elementi costitutivi della fattispecie
criminosa. Nel caso di specie s' e' ritenuto sussistere il reato di
cui all' art. 629 c.p. nell' ipotesi in cui il locatore minacci di
non dare esecuzione al contratto, al fine di costringere il
conduttore a corrispondergli una somma di "buona entrata oltre il
canone di legge". Gli elementi della fattispecie, che qui
intervengono, sono la minaccia, l' ingiusto profitto e l' altrui
danno. La minaccia consisterebbe nell' uso della coercizione della
volonta' dell' altro contraente in pregiudizio del patrimonio di lui;
l' ingiusto profitto nel maggior arricchimento rispetto a quello
consentito dalla norma imperativa dell' art. 79 della legge; il danno
nella lesione del diritto costitutivo all' "abitazione, bene
giuridico protetto dall' ordinamento e leso con la privazione dell'
alloggio". Piu' specificatamente si e' argomentato nel senso che la
condotta del locatore si identificherebbe in una "omissione";
sicche', non esistendo nel nostro ordinamento un obbligo a contrarre
ne' esistendo un obbligo giuridico di rimuovere il danno dell'
aspirante locatario, legato alla carenza di alloggi, si escluderebbe
l' integrabilita' della figura criminosa in esame. Ma il proprietario
che non esercita nei modi di legge la sua facolta' di locare pone in
essere una condotta attiva sia sotto il profilo del vantaggio che del
contenuto, ancorche' essa si estrinseca attraverso un comportamento
negativo, e cio' che assume rilievo e' il modo con cui il
proprietario stipula il contratto, cioe' il "come". A tal proposito
la legge sull' equo canone detta rigide regole comportamentali
dimodoche', ove si violi il vincolo che delimita l' autonomia
negoziale, si determina l' ingiustizia della minaccia.
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| art. 1339 c.c.
art. 1418 c.c.
art. 1419 c.c.
art. 1438 c.c.
art. 612 c.p.
art. 629 c.p.
art. 41 Cost.
art. 42 Cost.
art. 28 l. 23 maggio 1950, n. 253
art. 79 l. 27 luglio 1978, n. 392
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