| L' A. sostiene che lo scopo di Weber e' di spiegare la singolarita'
della societa' moderna, da identificare, fra l' altro, nella
concezione occidentale del diritto e nella nascita della burocrazia.
Weber, pensatore universale, si serve, al fine di capire l'
evoluzione dello Stato moderno, della categoria del "tipo ideale",
come di uno strumento cognitivo che non deve essere confuso con i
"fenomeni ideali", ma che Weber usa per esporre le categorie
empirico-teoretiche della sua vasta analisi sociologica. In questo
saggio, l' A., non perdendo di vista il fatto che Weber era gia'
morto nel 1920, pone il problema di usare i "tipi ideali" nel senso
usato da Weber per completare il concetto di sociologia dello Stato
Weberiano, facendo notare, in particolare, l' importanza dei gruppi
di interesse o di pressione che erano stati scarsamente notati nei
lavori di Weber, e l' innegabile sviluppo delle burocrazie, sia
statali che di partito che hanno assunto un' importanza sempre
maggiore nel mondo moderno, confermando, cosi', la predizione
Weberiana della progressiva soggezione alla burocrazia della societa'
occidentale. Il nostro destino, dice l' A., e' cosi' rappresentato
dal capitalismo e dalla burocrazia. La nostra unica scelta possibile
e' tra un capitalismo piu' o meno statale, che e' piu' o meno
organizzato, e una burocrazia piu' o meno capace che e' piu' o meno
efficace. Questo e' il senso del testo, spesso citato, ed e' il senso
del timore che Weber dimostra: la tendenza verso uno Stato visto come
una "gabbia d' acciaio" che paralizza la vita sociale e disumanizza
la vita privata.
| |