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140892
IDG810400371
81.04.00371 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Eisermann Gottfried
Max Weber, la sociologia della burocrazia e lo stato moderno
Contributo presentato al Convegno su "Max Weber e il diritto" organizzato dalla Commissione permanente di sociologia del diritto e dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale, Castelgandolfo, 17-19 ottobre 1980
Soc. dir., s. 2, an. 8 (1981), fasc. 1, pag. 65-83
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
F321; F420
L' A. sostiene che lo scopo di Weber e' di spiegare la singolarita' della societa' moderna, da identificare, fra l' altro, nella concezione occidentale del diritto e nella nascita della burocrazia. Weber, pensatore universale, si serve, al fine di capire l' evoluzione dello Stato moderno, della categoria del "tipo ideale", come di uno strumento cognitivo che non deve essere confuso con i "fenomeni ideali", ma che Weber usa per esporre le categorie empirico-teoretiche della sua vasta analisi sociologica. In questo saggio, l' A., non perdendo di vista il fatto che Weber era gia' morto nel 1920, pone il problema di usare i "tipi ideali" nel senso usato da Weber per completare il concetto di sociologia dello Stato Weberiano, facendo notare, in particolare, l' importanza dei gruppi di interesse o di pressione che erano stati scarsamente notati nei lavori di Weber, e l' innegabile sviluppo delle burocrazie, sia statali che di partito che hanno assunto un' importanza sempre maggiore nel mondo moderno, confermando, cosi', la predizione Weberiana della progressiva soggezione alla burocrazia della societa' occidentale. Il nostro destino, dice l' A., e' cosi' rappresentato dal capitalismo e dalla burocrazia. La nostra unica scelta possibile e' tra un capitalismo piu' o meno statale, che e' piu' o meno organizzato, e una burocrazia piu' o meno capace che e' piu' o meno efficace. Questo e' il senso del testo, spesso citato, ed e' il senso del timore che Weber dimostra: la tendenza verso uno Stato visto come una "gabbia d' acciaio" che paralizza la vita sociale e disumanizza la vita privata.
Centro diretto da G. Taddei Elmi - IDG Firenze



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