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140922
IDG810900661
81.09.00661 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Spector Malcom
Oltre il crimine: come controllare chi disturba la pace sociale
Quest. crim., an. 7 (1981), fasc. 2, pag. 183-217
(Bibliografia: a fine articolo o capitolo)
D59; F4251
Attraverso un punto di vista storico, l' A. esamina le diverse forme di "disapprovazione" che riguardano le offese commesse da coloro che vengono definiti "disturbatori della pace sociale". Egli dedica particolare attenzione a quattro distinti modi di disapprovazione sociale: l' illecito civile, il crimine, la malattia, il peccato. Osserva come inizialmente molte specie di comportamento che disturbavano la pace sociale erano viste come illeciti civili o al piu' come atti colpevoli, soltanto piu' recentemente (fine del XVIII secolo/inizio del XIX secolo) il suddetto comportamento comincio' ad essere definito come il modo di essere di una natura "criminale". Inoltre, secondo l' A., nuovi metodi di disapprovazione hanno condotto attualmente ad un superamento del "crimine". L' A. si riferisce alla medicina, intesa come strumento di controllo sociale e alla creazione di una forma semplificata di giustizia amministrativa, che elimina le principali garanzie procedurali tipiche della giustizia penale, e alle istituzioni pubbliche che raccolgono e distribuiscono ricchezza (un fenomeno caratteristico dello Stato assistenziale). Secondo l' A. l' importanza che si continua a dare al "crimine" e alle leggi penali, intese come opposizione alle nuove forme di controllo sociale, e' senza dubbio eccessiva ed e' probabilmente dovuta al fatto che quelle discipline che studiano il disagio e la disapprovazione sociale, la sociologia e la criminologia, apparvero sulla scena durante il particolare periodo storico nel quale il concetto di crimine era al suo apice. Secondo l' A., i nuovi e vari metodi di controllo sociale attuali e la limitazione dell' egemonia del crimine ad un breve periodo storico pone in evidenza il fatto che la prevalente importanza tuttora attribuita al crimine e' certamente sproporzionata. Avendo accertato cio', e' necessario porsi ulteriori domande sui comportamenti devianti.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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