| Attraverso un punto di vista storico, l' A. esamina le diverse forme
di "disapprovazione" che riguardano le offese commesse da coloro che
vengono definiti "disturbatori della pace sociale". Egli dedica
particolare attenzione a quattro distinti modi di disapprovazione
sociale: l' illecito civile, il crimine, la malattia, il peccato.
Osserva come inizialmente molte specie di comportamento che
disturbavano la pace sociale erano viste come illeciti civili o al
piu' come atti colpevoli, soltanto piu' recentemente (fine del XVIII
secolo/inizio del XIX secolo) il suddetto comportamento comincio' ad
essere definito come il modo di essere di una natura "criminale".
Inoltre, secondo l' A., nuovi metodi di disapprovazione hanno
condotto attualmente ad un superamento del "crimine". L' A. si
riferisce alla medicina, intesa come strumento di controllo sociale e
alla creazione di una forma semplificata di giustizia amministrativa,
che elimina le principali garanzie procedurali tipiche della
giustizia penale, e alle istituzioni pubbliche che raccolgono e
distribuiscono ricchezza (un fenomeno caratteristico dello Stato
assistenziale). Secondo l' A. l' importanza che si continua a dare al
"crimine" e alle leggi penali, intese come opposizione alle nuove
forme di controllo sociale, e' senza dubbio eccessiva ed e'
probabilmente dovuta al fatto che quelle discipline che studiano il
disagio e la disapprovazione sociale, la sociologia e la
criminologia, apparvero sulla scena durante il particolare periodo
storico nel quale il concetto di crimine era al suo apice. Secondo l'
A., i nuovi e vari metodi di controllo sociale attuali e la
limitazione dell' egemonia del crimine ad un breve periodo storico
pone in evidenza il fatto che la prevalente importanza tuttora
attribuita al crimine e' certamente sproporzionata. Avendo accertato
cio', e' necessario porsi ulteriori domande sui comportamenti
devianti.
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