| In relazione al progetto di Dichiarazione in materia di minoranze
nazionali, etniche, linguistiche e religiose, proposto alle Nazioni
Unite dal Governo jugoslavo nel 1978, l' A. precisa anzitutto le
origini dell' iniziativa e discute alcune questioni preliminari. Egli
si sofferma in particolare sul legame che un documento del genere
dovrebbe presentare rispetto all' art. 27 del Patto sui diritti
civili e politici e sulla necessita' che si assumano chiaramente come
titolari di diritti gli individui membri di minoranze, e non i gruppi
in quanto tali; rileva inoltre la difficolta' di elaborare un testo
suscettibile di applicazione universale e l' esigenza di contemperare
le misure di protezione con il rispetto del principio di eguaglianza.
Segue l' esame del progetto jugoslavo, che l' A. ritiene poco
soddisfacente, alla luce dei criteri procedentemente messi in
rilievo, ed anche per il mancato approfondimento del contenuto da
attribuire alle misure protettive delle minoranze. Sulla base dei
commenti dei Governi, e del dibattito svoltosi nell' ambito della
Commissione dei diritti dell' uomo nel 1980, l' A. traccia infine un
primo bilancio del modo in cui il progetto jugoslavo e' stato
accolto, osservando che esso e' stato considerato per lo piu' come
una base di discussione da modificare e da completare. Fra i problemi
sollevati sono messi in evidenza quelli dell' opportunita' di una
definizione del termine "minoranze", del limite fra protezione delle
minoranze e autodeterminazione dei popoli, del trattamento delle
popolazioni indigene.
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