| All' apertura della 34 sessione, nel settembre 1979, l' Assemblea
Generale ha deciso di accreditare i delegati del deposto regime di
Pol Pot quali rappresentatanti delle Cambogia - approvando il
rapporto sottoposto dal Comitato speciale per le credenziali -. La
decisione dell' Assemblea - recentemente ribadita all' apertura della
35 sessione - in contrasto con la realta' politico-militare della
Cambogia che registra un innegabile processo di stabilizzazione del
regime filo-vietnamita di Samvin, solleva alcuni quesiti.
Innanzitutto c' e' da chiedersi se il compito del Comitato per le
credenziali sia strettamente limitato al mero controllo della
regolarita' dei documenti presentati dai delegati e non coinvolga
anche l' aspetto della rappresentanza degli Statti; in secondo luogo
quali siano i criteri - se ve ne sono - seguiti dall' Assemblea
Generale nell' indagine connessa con il problema della rappresentanza
degli Stati presso l' Organizzazione. Al primo quesito si e' ritenuto
di poter rispondere che, benche' le due procedure, quella della
verifica delle credenziali e quella volta ad accertare la
rappresentativita' del governo da cui le credenziali sono state
rilasciate, vadano tenute concettualmente distinte, in pratica
finiscono col fondersi, venendo la seconda indagine ad essere
implicitamente svolta dallo stesso Comitato nell' esame delle
credenziali. La risposta al secondo quesito e' che nell' ambito delle
Nazioni Unite, come gia' per la Societa' delle Nazioni, il criterio
classico delle effettivita' viene ad essere opportunamente temperato
dal criterio di legalita', nel senso di non riconoscere situazioni e
fatti produttivi in violazione dei principi fondamentali del diritto
internazionale, quali risultano dalla Carta.
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