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Documento


140970
IDG810602020
81.06.02020 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Romano Alberto
Diritto soggettivo, interesse legittimo e assetto costituzionale
Intervento al Convegno nazionale di studi su "Realta' e prospettive della giustizia amministrativa", Napoli, 24-26 aprile 1980
Foro it., an. 105 (1980), fasc. 10, pt. 5, pag. 258-272
D1112; D1113
L' A. si sofferma a considerare le evoluzioni che stanno subendo le linee di fondo del nostro sistema di giustizia amministrativa, attraverso una ricostruzione che ritiene non possa svilupparsi che su basi teoriche generali. Premesso che il nostro sistema di giustizia amministrativa e' marcato dal riparto di giurisdizione tra giudice amministrativo e giudice ordinario, e che la giurisdizione amministrativa appare in continua espansione a danno di quella ordinaria, espansione accompagnata anche da una progressiva assimilazione del processo amministrativo a quello civile, l' A. ritiene che occorra tener conto anche degli aspetti dei rapporti sostanziali in quanto la progressiva estensione della giurisdizione amministrativa pare essere soprattutto il riflesso di profonde trasformazioni che stanno avvenendo in primo luogo sul terreno del diritto sostanziale, per cui e' su tale terreno che pone i problemi decisivi, cercando di dare ad essi una soluzione. Ricorda quindi che tra i problemi piu' trattati dalla nostra letteratura vi sono quello della distinzione tra diritto soggettivo ed interesse legittimo, e quello della distinzione tra norme di esistenza dei poteri dell' Amministrazione e norme di azione che regolano il loro esercizio, ai quali problemi l' A. sembra di poter intravedere una soluzione, che ritiene di una semplicita' addirittura ironica, se viene confrontata con le molteplicita', la pesantezza e la complicazione delle costruzioni tentate in proposito: tale distinzione non sarebbe altro che il riflesso della distinzione tra legge e regolamento, potendosi sostenere le correlazioni tra normativa di azione e regolamento, e normativa di esistenza e legislazione. Osserva che l' Amministrazione e' sempre piu' soggetta alla legislazione, anche per quel che riguarda la disciplina dell' esercizio dei suoi poteri da parte della normativa di azione; e dunque il giudice amministrativo sempre piu' largamente valuta la legittimita' della sua attivita' con lo stesso parametro di valutazione, che e' stato esclusivo del giudice ordinario: la legge. Pertanto di fronte all' estendersi di questo dato tendenzialmente livellatore, l' applicazione giurisdizionale della legge, la distinzione tra diritti soggettivi e interessi legittimi sembra ridursi ad una rilevanza assolutamente insufficiente a giustificare il perdurare del dualismo del nostro sistema di giustizia amministrativa.
Ist. per la documentazione giuridica - Firenze



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