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| IDG810602021 | |
| 81.06.02021 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Moccia Luigi
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| Sull' uso del termine "civil law" (contributo ad un programma di
ricerche sul "diritto comune europeo)
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| Foro it., an. 105 (1980), fasc. 10, pt. 5, pag. 254-258
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D951
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| L' A. rileva che l' espressione "civil law" si trova usata presso i
giuristi di lingua inglese in diversi significati: a) quale diritto
positivo di ogni nazione, comunita' o collettivita' politica, quello
stesso che e' comunemente chiamato diritto patrio (municipal law); b)
in una piu' ristretta accezione per designare la parte dell'
ordinamento giuridico interno (municipal law) che, nei paesi del
common law abbraccia sia i rapporti privati, sia quelli tra pubblica
amministrazione e cittadini. Rileva inoltre: che ambedue le accezioni
suddette sono piuttosto inconsuete e che rispetto ad esse appare
prevalente l' uso che della espressione medesima i giuristi del
common law hanno fatto per marcare le distanze tra il loro diritto
(ritenuto di origine autoctona), e quello (d' importazione)
continentale, fondato sulla recezione ed interpretazione del Corpus
iuris Giustinianeo; e che oggi la stessa espressione viene
correttamente usata, in particolare fra gli studiosi di comparazione
giuridica, per designare nel complesso la tradizione romastica, e
nonche' il gruppo dei moderni diritti dell' Europa (centro sud)
continentale e loro derivazioni.
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| Ist. per la documentazione giuridica - Firenze
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