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140978
IDG810602032
81.06.02032 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Pizzorusso Alessandro
Trecentotre processi rinviati: quale futuro per la Corte Costituzionale?
osservazione a C. Cost. 17 ottobre 1980, n. 145
Foro it., an. 105 (1980), fasc. 11, pt. 1, pag. 2943-2945
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D02140
Dopo la lettura del provvedimento in epigrafe, col quale ben 303 processi gia' passati in decisione dinanzi alla Corte Costituzionale sono stati rinviati a nuovo ruolo per decesso di un componente, l' A. ritiene necessario chiarire come cio' sia potuto accadere. Constatato che il principio di diritto applicato dalla Corte (ex art. 16 legge n. 87/1953) appare giuridicamente corretto, ne' costituisce una novita', dato che corrisponde ad una regola forse discutibile ma certamente vigente fin da quando la Corte funziona, l' A. si chiede come si spieghi che essa sia stata applicata in 25 anni ad un solo procedimento ed ora, invece, in una sola volta a ben 303. Rileva quindi come la ragione di cio' stia nel fatto che nel passato la Corte aveva seguito l' opportuna prassi di decidere le cause subito dopo l' udienza in cui erano state decise, seguendo altresi' la regola del loro deposito in cancelleria entro 20 giorni, ex art. 26 della citata legge; invece dal provvedimento in epigrafe risulta, come pure da molte sentenze depositate in questi ultimi tempi, che fra la discussione e la decisione delle cause passano ora quasi sempre settimane, mesi e talvolta anche anni, senza che nessuno si preoccupi neppure di giustificare le ragioni del ritardo.
l. 11 marzo 1953, n. 87
Ist. per la documentazione giuridica - Firenze



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