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| IDG810602299 | |
| 81.06.02299 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Mazzotta Oronzo
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| Lavoro a domicilio: storia di una legge nata male e rappezzata peggio
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| Foro it., vol. 104, an. 106 (1981), fasc. 2, pt. 5, pag. 41-42
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D721
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| L' A. pone in evidenza come con legge n. 858/1980 il legislatore sia
intervenuto, dopo sette anni, a "correggere" un errore materiale nel
testo della legge n. 877/1973, errore che ha ostacolato o, quanto
meno, reso di piu' difficile applicazione la normativa protettiva del
lavoro a domicilio. Il problema nasceva dalla discrepanza fra il
testo approvato dalla Camera Deputati, in cui ai fini della
definizione di lavorante a domicilio si faceva riferimento all'
utilizzazione da parte di questi di materie prime o accessorie e
attrezzature proprie "o" dello stesso imprenditore e il testo
approvato dal Senato e in seguito promulgato, in cui la disgiuntiva
"o" risultava sostituita dalla congiuntiva "e". L' A. osserva che la
legge n. 858 del 1980, intervenendo in un contesto giurisprudenziale
squilibrato nella direzione del "sospetto" di incostituzionalita'
della precedente normativa, cerca di chiarire la volonta' dei
conditores iuris, ricorrendo pero' ad un escamotage alquanto
singolare; da una parte viene ribadita la vigenza del testo gia'
emanato (con la congiuntiva "e") fino all' entrata in vigore della
legge del 1980, dall' altra viene sostituito con norme innovative l'
art. 1 della legge del 1973 con un nuovo testo contenente ora la
disgiuntiva "o". Rileva quindi come vengono in sostanza costruite "a
tavolino" due diverse figure di lavorante a domicilio: l' una
transitoria, l' altra rilevante de futuro.
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| l. 18 dicembre 1973, n. 877
l. 16 dicembre 1980, n. 858
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| Ist. per la documentazione giuridica - Firenze
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