| L' A. premette che con "metabolismo" intende mettere in evidenza il
continuo processo di trasformazione, di assimilazione, di sintesi
attraverso il quale si alimenta l' attivita' dei "giuristi", cioe'
degli "operatori giuridici" in senso stretto, in quanto in senso lato
tutti operano entro e intorno al "giuridico", cui fu dato il nome di
"scientia iuris". Inoltre, l' oggetto sul quale giuristi e scientia
iuris operano non e' un datum ad essi predeterminato e predestinato,
ma e', volta a volta, il risultato di una loro determinazione e
pertanto e' una loro "creazione": da qui l' importanza del
"metabolismo". Pertanto da queste premesse l' A. svolge quindi varie
considerazioni miranti a chiarire il significato, che definisce
scherzoso, attribuito alla metafora del "metabolismo", titolo coniato
per stimolare la curiosita' del lettore. Conclude le sue
considerazioni invitando a riflettere come l' esperienza giuridica si
alimenti di fatti e sapere, di sapere e fatti in un processo continuo
da cui si produce l' edificazione del giuridico, e come "giuridico"
su un piano di assolutezza sia tale soltanto se serve la pari
dignita' di ogni uomo e la vita, con quanto cio' deve significare
anche per il giurista, per ciascun giurista, di fronte a se stesso e
agli altri uomini, di necessaria umilta' e di individuale,
ineliminabile, ma pur esaltante responsabilita'.
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