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Documento


141546
IDG810400198
81.04.00198 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Catala Pierre
L' informatica e la razionalita' del diritto
Inf. dir., an. 7 (1981), fasc. 1, pag. 15-39
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
F79
Per essere conforme al suo obiettivo, una riflessione su "l' informatica e la razionalita' del diritto" deve integrare i tre termini dell' enunciato. L' A. intende la razionalita' come conformita' alla ragione, condizione di cio' che si fonda sul ragionamento; considera invece l' informatica essenzialmente come una branca del ragionamento matematico, non una scienza quindi, ma piuttosto un linguaggio offerto alle scienze per fornire nuovi modi d' espressione e d' azione. E' possibile allora - secondo l' A. - formulare senza rischi l' ipotesi secondo cui l' applicazione dell' informatica ai dati giuridici adeguatamente organizzati permette di "testare" la razionalita' del diritto stesso. Le soluzioni escogitate per superare le difficolta' che si presentano nell' applicazione dell' informatica al diritto si ripercuotono sulla materia giuridica nel senso, ovviamente, d' una maggiore razionalita'. Cosi', applicato alla documentazione giuridica, l' elaboratore elettronico si rivela uno strumento insostituibile e mette in evidenza il tasso di razionalita' che caratterizza l' espressione giuridica; applicato al diritto come insieme di regole e di procedimenti da esse disciplinati, evidenzia il grado di razionalita' della decisione giuridica. Dall' informatica documentaria si potra' ottenere l' individuazione delle lacune logiche dell' espressione cui, in un secondo momento, si sara' costretti a porre rimedio. Il linguaggio giuridico non e' preciso e univoco come quello delle scienze esatte: polisemia e omografia sono fonti di "rumore" nella consultazione d' un archivio elettronico, mentre, al contrario, sinonimia e analogia sono causa di "silenzio". L' informatica e' pero' in grado di compensare, almeno parzialmente, l' irrazionalita' del linguaggio giuridico mediante procedure sue proprie, tendenti ad adattare i dati alle esigenze dell' automazione senza alterarne il contenuto, in futuro, nel campo della legislazione e della giurisprudenza, sara' pensabile conformare ab initio la redazione dei documenti giuridici alla razionalita' formale richiesta dall' elaboratore. Passando dalla forma (espressione) alla sostanza (decisione) nel diritto il discorso sulle possibilita' applicative delle tecniche informatiche diviene molto piu' complesso e prudente. Teoricamente esistono due possibilita': la decisione puo' essere fondata su elementi rigorosamente definiti dalla legge, di cui occorre solo accertare l' esistenza senza possibilita' di valutazione; ovvero la decisione richiede l' intervento d' un intermediario (il giudice) tra il diritto e il fatto, in quanto la legge si pronuncia in termini troppo generali per fornire una soluzione diretta ad ogni situazione concreta. Nella prima ipotesi l' applicazione dell' informatica e' senz' altro configurabile nell' analisi preliminare alla decisione (sono illustrati l' esempio dell' automazione del casellario giudiziario e della decisione in materia di diritto della nazionalita'); nel secondo caso, invece, e' possibile solo in una fase successiva all' emanazione delle decisioni e ha per oggetto un insieme di esse (e' ricordato lo studio socio-economico degli assegni alimentari in caso di divorzio).
Centro diretto da G. Taddei Elmi - IDG Firenze



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