| Per essere conforme al suo obiettivo, una riflessione su "l'
informatica e la razionalita' del diritto" deve integrare i tre
termini dell' enunciato. L' A. intende la razionalita' come
conformita' alla ragione, condizione di cio' che si fonda sul
ragionamento; considera invece l' informatica essenzialmente come una
branca del ragionamento matematico, non una scienza quindi, ma
piuttosto un linguaggio offerto alle scienze per fornire nuovi modi
d' espressione e d' azione. E' possibile allora - secondo l' A. -
formulare senza rischi l' ipotesi secondo cui l' applicazione dell'
informatica ai dati giuridici adeguatamente organizzati permette di
"testare" la razionalita' del diritto stesso. Le soluzioni escogitate
per superare le difficolta' che si presentano nell' applicazione
dell' informatica al diritto si ripercuotono sulla materia giuridica
nel senso, ovviamente, d' una maggiore razionalita'. Cosi', applicato
alla documentazione giuridica, l' elaboratore elettronico si rivela
uno strumento insostituibile e mette in evidenza il tasso di
razionalita' che caratterizza l' espressione giuridica; applicato al
diritto come insieme di regole e di procedimenti da esse
disciplinati, evidenzia il grado di razionalita' della decisione
giuridica. Dall' informatica documentaria si potra' ottenere l'
individuazione delle lacune logiche dell' espressione cui, in un
secondo momento, si sara' costretti a porre rimedio. Il linguaggio
giuridico non e' preciso e univoco come quello delle scienze esatte:
polisemia e omografia sono fonti di "rumore" nella consultazione d'
un archivio elettronico, mentre, al contrario, sinonimia e analogia
sono causa di "silenzio". L' informatica e' pero' in grado di
compensare, almeno parzialmente, l' irrazionalita' del linguaggio
giuridico mediante procedure sue proprie, tendenti ad adattare i dati
alle esigenze dell' automazione senza alterarne il contenuto, in
futuro, nel campo della legislazione e della giurisprudenza, sara'
pensabile conformare ab initio la redazione dei documenti giuridici
alla razionalita' formale richiesta dall' elaboratore. Passando dalla
forma (espressione) alla sostanza (decisione) nel diritto il discorso
sulle possibilita' applicative delle tecniche informatiche diviene
molto piu' complesso e prudente. Teoricamente esistono due
possibilita': la decisione puo' essere fondata su elementi
rigorosamente definiti dalla legge, di cui occorre solo accertare l'
esistenza senza possibilita' di valutazione; ovvero la decisione
richiede l' intervento d' un intermediario (il giudice) tra il
diritto e il fatto, in quanto la legge si pronuncia in termini troppo
generali per fornire una soluzione diretta ad ogni situazione
concreta. Nella prima ipotesi l' applicazione dell' informatica e'
senz' altro configurabile nell' analisi preliminare alla decisione
(sono illustrati l' esempio dell' automazione del casellario
giudiziario e della decisione in materia di diritto della
nazionalita'); nel secondo caso, invece, e' possibile solo in una
fase successiva all' emanazione delle decisioni e ha per oggetto un
insieme di esse (e' ricordato lo studio socio-economico degli assegni
alimentari in caso di divorzio).
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