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141547
IDG810800526
81.08.00526 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Carbone Sergio M.
relazioni internazionali, normativa comunitaria e poteri delle region
Diritto e societa', (1981), fasc. 1, pag. 71-94
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D031; D032; D871
L' A. intende apportare un chiarimento nella questione relativa alla possibilita' che il nostro ordinamento riconosca alle regioni la facolta' di operare a livello internazionale (in particolare comunitario), evidenziando il limite tra funzioni (e poteri) statali e regionali. Indiscutibile rimane il principio secondo il quale lo Stato detiene la competenza esclusiva per quanto riguarda la titolarita' (e la relativa responsabilita' di azione) delle situazioni giuridiche soggettive che sorgono in virtu' di norme internazionali. Detto principio non esclude peraltro una incidenza regionale, seppur limitata, nella elaborazione di quelle scelte politiche che poi lo stato rappresentera' unitariamente verso l' esterno. La collaborazione tra unita' costitutive dello stato permette inoltre di realizzare un necessario rapporto di coerenza tra funzione normativa ed amministrativa sul piano interno e corrispondente attivita' internazionale. In tal modo, l' A. vede la possibilita' di rendere concreto il principio, recepito nel d.p.r. 24/7/1977, n. 616, per cui si deve garantire alle regioni un preciso spazio politico nelle materie di cui all' art. 117 Cost., anche con riguardo ai vincoli comunitari. Inefficace sarebbe, ai nostri fini l' adozione, come modello partecipativo, della richiesta di parere non vincolante, facilmente strumentalizzabile dagli stessi organi che dovrebbero esserne influenzati. L' A. ritiene quindi assai piu' valida la costituzione di organi consultivi e deliberativi, cui partecipino le rappresentanze regionali e gli organi governativi interessati all' elaborazione delle scelte di politica comunitaria. In questo senso, non senza critiche, si sono mosse anche le Regioni, facendosi promotrici di una proposta di legge che prevede l' instaurazione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di una commissione interregionale competente ad esaminare le questioni di interesse locale di rilevanza comunitaria. Le Regioni hanno gia' iniziato a svolgere "attivita' promozionale" all' estero, stabilendo contatti con gli organi comunitari, e la legittimita' di tali contatti (pur con l' opportuno coordinamento con le altre iniziative statali e locali) e' stata riconosciuta dalla Corte Costituzionale con sentenza 170/1975, e dagli stessi enti comunitari. Infatti l' ordinamento comunitario evolve verso una linea di tendenza diretta ad attribuire importanza alle consultazioni delle autorita' regionali, come piu' immediata espressione delle esigenze dei "popoli".
Centro diretto da G.F. Ciaurro - Camera dei Deputati



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