| L' A. svolge una serie di considerazioni che lo conducono a ritenere,
in prospettiva di riforma, che l' istituto della rinuncia alla
sanzione deve essere conservato, sia perche' in molti casi la pena
detentiva risulta inutile anzi controproducente nei confronti dei
minori, sia perche', se correttamente usato, e' un valido e positivo
strumento di contenimento della criminalita' minorile. Tuttavia le
nuove norme, sia sostanziali che processuali, devono essere
strutturate in modo da imporre un contatto, il piu' personalizzato
possibile, tra il minore e il giudice, sul quale ultimo deve essere
previsto l' obbligo di attuare, se del caso, interventi diversi da
quelli penali al fine di incidere sulle cause della devianza. Infine,
l' istituto dovra' poter essere applicato anche a prescindere dalla
presunzione di ravvedimento, ma solo allorche' si ritenga che
infliggere una sanzione penale possa essere pregiudizievole non
soltanto per il minore ma anche per la societa'.
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