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| IDG830600889 | |
| 83.06.00889 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Pezzuti Valentino
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| Limiti della perdita della capacita' processuale del fallito e sua
rilevabilita' d' ufficio
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| nota a Trib. Napoli 27 ottobre 1981
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| Dir. fall., an. 57 (1982), fasc. 4-5, pt. 2, pag. 1246-1251
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D31330
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| La sentenza statuisce sui limiti della perdita della capacita'
processuale del fallito, stabilendo come il creditore estraneo alla
massa fallimentare possa agire nei confronti del fallito, nell'
intento di procurarsi un titolo esecutivo da far valere in seguito
alla chiusura o alla revoca del fallimento. L' A. ritiene,
concordando con la decisione del tribunale che un tal giudizio sia
ammissibile, dato che non puo' negarsi nell' interesse ad agire del
creditore, ne' quello del fallito a resistere, per una situazione che
sara' fatta valere solamente a procedura fallimentare esaurita;
trattandosi, perdipiu', di procedimento che il curatore potra' sempre
bloccare, eccependo l' incapacita' processuale del fallito, sebbene
l' A. si premuri di precisare che trattasi di incapacita' relativa,
che solamente il curatore puo' rilevare. La situazione si porra' in
termini diversi se il creditore agisce in giudizio nei confronti del
curatore per il riconoscimento del suo diritto, in quanto egli
tentera' di eludere la profedura speciale prevista dalla l. fall. e,
conseguentemente, il principio della par condicio creditorum che ne
sta alla base. Dunque ci troveremo di fronte ad un vizio del
procedimento, che dovra' essere rilevato d' ufficio attraverso la
dichiarazione di improcedibilita' della domanda.
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| art. 43 l. fall.
art. 52 l. fall.
art. 92 l. fall.
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| Ist. per la documentazione giuridica - Firenze
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