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| IDG830900192 | |
| 83.09.00192 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Gaito Alfredo
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| La notificazione del mandato di cattura all' imputato latitante
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| nota a Cass. sez. I pen. 3 febbraio 1981
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| Giur. it., an. 135 (1983), fasc. 1, pt. 2, pag. 23-26
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D60523
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| Una precedente sentenza della Suprema Corte aveva ritenuto che in
caso di irreperibilita', le competenze degli organi esecutivi cessano
con la compilazione del verbale di vane ricerche e alla notificazione
processuale non ancora adempiuta provvedesse l' ufficio procedente
poiche' dopo il detto verbale scatta il meccanismo degli artt. 170 e
173 c.p.p.. L' omessa notificazione, all' imputato latitante, del
mandato di cattura ai sensi degli artt. 170 e 173 c.p.p. si riteneva
comportasse la nullita' del procedimento. La sentenza annotata
conclude nel senso che il verbale di vane ricerche costituisce titolo
idoneo per il rinvio a giudizio dell' imputato latitante senza
necessita' della ulteriore notificazione del mandato o ordine di
cattura ai sensi dell' art. 173 c.p.p.. Secondo l' A. detta
interpretazione e' affatto corretta; l' art. 263 bis c.p.p.,
introdotto dalla l. 532 del 1982, nello stabilire le modalita' per il
riesame dei mandati e degli ordini di cattura ai fini del termine per
rivolgersi al Tribunale della liberta', espressamente prevede per l'
imputato latitante la decorrenza del termine della notifica del
provvedimento ex art. 173 c.p.p.. Pertanto la inosservanza di tale
norma comporterebbe, quale sanzione processuale, una nullita' da
eccepirsi ai sensi dell' art. 185 c.p.p. fino a che non siano
concluse le formalita' di apertura del dibattimento.
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| art. 170 c.p.p.
art. 173 c.p.p.
art. 185 c.p.p.
art. 263 bis c.p.p.
l. 12 agosto 1982, n. 532
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