| Il lavoro si propone di individuare, alla luce dei principi
costituzionali, un possibile schema di riparto tra competenze
regionali e statali in tema di parchi. Prima di affrontare i
principali nodi concettuali posti da siffatto tentativo, lo studio,
da un lato, cerca di individuare le ragioni per cui, nel fiorire di
una ricca pubblicistica in ordine alle competenze delle regioni
ordinarie in materia di tutela ambientale, e' rimasta in ombra la
riflessione sulla specificita' della posizione istituzionale delle
regioni autonome; dall' altro lato, si propone di evidenziare il
contributo che la dottrina e' la piu' recente legislazione hanno
offerto affinche' si affermasse una nozione piu' dinamica di parco,
comprensiva -accanto a prevalenti misure viconlistiche di
salvaguarida-di interventi attivi di promozione e recupero. Lo
scritto sostiene che il parco si configura non tanto come una
materia, quanto come un istituto giuridico finalizzato ad assicurare
la gestione organica di piu' materie, rientrante tutte nella
competenza esclusiva delle regioni. Le attribuzioni statali,
pertanto, dovranno essere individuate alla luce dei limiti statutari
e dei decreti di attuazione previsti per gli atti normativi e
legislativi regionali: con particolare attenzione per quelle
competenze che appaiono connesse alla individuazione e delimitazione
dei beni ritenuti di rilievo internazionale.
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