| Gli AA. si inseriscono nel dibattito culturale-istituzionale,
notando, in primo luogo, come in Italia, la crisi di capacita'
decisionale, presente in altre democrazie occidentali, venga
identificata con la crisi dell' esperienza costituzionale; in secondo
luogo, cercando di accertare il significato che alcune delle proposte
di riforma imprimono alla domanda di uscita dalla esperienza del
1947. Secondo gli AA., alla prima questione si potrebbe argomentare
che la crisi dello Stato sociale, che in Italia viene definita come
"crisi istituzionale", ha messo in evidenza una discontinuita' tra
sistema politico e istituzioni costituzionali che non corrispondono
piu' al modo di essere del primo. Le istanze riformatrici, sottese
alla tematica della governabilita', tendono, quindi, ad adeguare le
istituzioni al sistema politico, che e' un sistema "bloccato". La
domanda di riforme e' classificabile, percio', come domanda di
modificazione dell' assetto del sistema politico e delle sue regole
di funzionamento. Gli AA. sostengono che la proposta di elezione
diretta del Presidente della Repubblica, in particolare, mostra la
propensione all' uso delle istituzioni in funzione della
modificazione del modo di essere del sistema politico. Gli AA.
sostengono che, in definitiva, l' ipotesi presidenziale presuppone
una decostituzionalizzazione del sistema politico.
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