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145387
IDG830400239
83.04.00239 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Mezzanotte Carlo, Nania Roberto
Riforme e Costituzione
Dem. dir., an. 22 (1982), fasc. 6, pag. 12-26
D021; D02121
Gli AA. si inseriscono nel dibattito culturale-istituzionale, notando, in primo luogo, come in Italia, la crisi di capacita' decisionale, presente in altre democrazie occidentali, venga identificata con la crisi dell' esperienza costituzionale; in secondo luogo, cercando di accertare il significato che alcune delle proposte di riforma imprimono alla domanda di uscita dalla esperienza del 1947. Secondo gli AA., alla prima questione si potrebbe argomentare che la crisi dello Stato sociale, che in Italia viene definita come "crisi istituzionale", ha messo in evidenza una discontinuita' tra sistema politico e istituzioni costituzionali che non corrispondono piu' al modo di essere del primo. Le istanze riformatrici, sottese alla tematica della governabilita', tendono, quindi, ad adeguare le istituzioni al sistema politico, che e' un sistema "bloccato". La domanda di riforme e' classificabile, percio', come domanda di modificazione dell' assetto del sistema politico e delle sue regole di funzionamento. Gli AA. sostengono che la proposta di elezione diretta del Presidente della Repubblica, in particolare, mostra la propensione all' uso delle istituzioni in funzione della modificazione del modo di essere del sistema politico. Gli AA. sostengono che, in definitiva, l' ipotesi presidenziale presuppone una decostituzionalizzazione del sistema politico.
Centro diretto da G. Taddei Elmi - IDG Firenze



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