| L' A. si richiama al dibattito sulle proposte di riforma in materia
elettorale, prendendo in considerazione la valutazione, comune a
molti interventi, secondo la quale il sistema elettorale italiano,
tra le due esigenze da perseguire, quella dell' efficenza-stabilita'
e quella della rappresentativita', avrebbe privilegiato nettamente la
seconda, determinando uno squilibrio che andrebbe corretto in
direzione della prima. A questo scopo viene avanzata una serie di
proposte di riforma dell' attuale sistema elettorale proporzionale.
L' A. svolge una serie di considerazioni preliminari tese a sostenere
che il perseguimento della stabilita'-efficienza non puo' avvenire a
scapito della rappresentativita' nei confronti del corpo elettorale;
in secondo luogo, vanno respinte tutte quelle proposte che puntano,
tramite meccanismi elettorali, a ridurre coattivamente la
complessita' sociale e il numero delle forze politiche rappresentate.
L' A. sviluppa una serie di rilievi critici a varie proposte di
riforma: quelle riguardanti il passaggio dal sistema proporzionale a
quello maggioritario; quelle che prevedono modificazioni della
"formula" di trasformazione dei voti in seggi, e di altri elementi
del sistema elettorale (numero e ampiezza delle circoscrizioni,
diversa distribuzione dei saggi residui nel collegio unico
nazionale); quelle che prevedono l' introduzione della Sperrklausel o
clausola di esclusione. Conclusivamente l' A. offre alcune proposte
tese a migliorare la redditivita' del sistema elettorale, rispettando
la volonta' dell' elettorato e combinando le esigenze della
rappresentativita' e dell' efficenza.
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