| 145552 | |
| IDG830900274 | |
| 83.09.00274 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
| |
| Parodi Massimo
| |
| La calunnia mediante anonimi: un' occasione per riparlare del binomio
fatto tipico ed offesa
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Indice pen., an. 17 (1983), fasc. 1, pag. 201-210
| |
| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
| |
| D51203; D60403
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Premesso che l' art. 141 c.p.p. (il quale prescrive che gli scritti
anonimi "non possono essere uniti agli atti del procedimento e non
puo' farsene alcun uso processuale") e' la fonte normativa dalla cui
comparazione letterale con l' art. 368 c.p. prendono vita dubbi ed
incertezze interpretative, l' A. si sofferma, al fine di tentare una
composizione logica delle antinomie e dissonanze scaturenti da un
sistematico confronto, in materia di anonimi, tra codice penale e
codice di procedura, sulle varie tesi prospettate dalla dottrina
nonche' sulle interpretazioni giurisprudenziali, per concludere, in
definitiva, che la terapia piu' idonea da consigliare contro la
sconveniente consuetudine di "denunziare" anonimamente rimane ancora
quella di stimolare la nascita ed il consolidamento di un saldo
canone di costume che prepari ed incoraggi a denunciare e
testimoniare apertamente; un canone di costume che, se non facile da
realizzare, si calerebbe perfettamente nell' ottica di solidarieta' e
collaborazione civica che e' sottesa al dettato dell' art. 2 della
Costituzione.
| |
| art. 368 c.p.
art. 141 c.p.p.
| |
| Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze
| |