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145558
IDG830900280
83.09.00280 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Picardi Nicola
I processi speciali
testo, rielaborato e con aggiunta di note, della relazione al Convegno organizzato dall' Accademia dei Lincei e dall' Associazione Italiana fra gli studiosi del processo civile sul tema "Disegno di legge delega per il nuovo codice di procedura civile"
Riv. dir. proc., s. 2, an. 37 (1982), fasc. 4, pag. 700-764
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D44; D440
Premesso che, nell' ambito della Commissione ministeriale incaricata di predisporre lo schema di delega legislativa per la riforma del processo civile, la sottocommissione milanese ha disegnato il modello ordinario di processo (cioe' la "regola") e quella romana i modelli speciali (cioe' l' "eccezione"), l' A. si propone di analizzare questi ultimi secondo, pero', una particolare chiave di lettura. Respinto l' angolo visuale del principio di oralita' e criticata la formula "tutela giurisdizionale differenziata" la cui sottesa e discussa problematica, tuttavia, non puo' essere liquidata in quanto evidenzia da un lato, l' esigenza di conseguire una tutela giurisdizionale effettiva per cui a bisogni diversi devono corrispondere forme diverse di tutela e, dall' altro, la necessita' di evitare che la giustizia "si frantumi o si polverizzi in una miriade di procedure particolari" allargando cosi' l' area dei privilegi processuali acquisiti dagli utenti della giustizia (appartengano essi alle classi dominanti od alle classi emergenti), lo stesso A., per giungere ad una migliore articolazione delle ragioni che giustificano l' eccezione nei confronti della regola e, quindi, ad una maggiore consapevolezza della necessita' di schemi speciali di tutela, amplia la prospettiva tradizionale ed inquadra la problematica in questione in un contesto europeo, precisando quali sono in concreto i parametri che stanno emergendo a livello europeo, suscettibili di applicazione al tema in esame, e che possono essere disposti sull' intelaiatura del "processo equo", il quale costituisce la vera chiave di lettura del progetto. I predetti parametri consentono, infatti, di porre a raffronto il singolo meccanismo processuale con quel modello di processo civile che va emergendo a livello europeo, per stabilire se esso corrisponda al maximum standard o realizzi, quanto meno, il minimum standard di tutela ed, in secondo luogo, di apprezzare il singolo processo speciale non tanto in se, quanto in rapporto al complessivo sistema processuale nel quale e' inserito. Svolta in questa prospettiva la sua indagine sui riti speciali previsti nel disegno di legge, l' A., nell' ultima parte della relazione analizza anche il nuovo assetto della giustizia civile in rapporto a procedimenti non giurisdizionali, o meglio, piu' propriamente a strumenti non tanto "sostitutivi" quanto "alternativi" alla giurisdizione, perche' permettono di conseguire pure risultati non perseguibili normalmente attraverso i processi giurisdizionali.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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