| Anche la riforma del diritto di famiglia, nonostante le radicali
novita' introdotte in materia di filiazione, non ha dato risposta
inequivoca al problema dell' ammissibilita' della successione
legittima del fratello naturale. Su questo assunto l' A. riferisce
gli opposti orientamenti emersi in dottrina per negare validita' alla
tesi secondo la quale la vigente disciplina ammetterebbe la vocazione
legittima del fratello naturale. Secondo l' A. la tesi dell'
ammissibilita' della successione legittima del fratello naturale non
e' sostenibile, non trovando giustificazione nel dato normativo, il
quale, al contrario, sembra giustificare conclusioni opposte. La
ritenuta risposta negativa, a giudizio dell' A. non esaurisce la
questione, emergendo in modo palese l' incompatibilita' alla
Costituzione, con riferimento al principio di eguaglianza di cui all'
art. 3 Cost., della disciplina che nega al fratello naturale il
diritto di successore legittimo. In quest' ordine si esprime un
giudizio negativo sulle ultime decisioni della Corte Costituzionale,
in particolare e diffusamente sulla sentenza 55/1979, la quale, pur
avendo, a giudizio dell' A., il merito di aver evidenziato il
problema, non e' riuscita a dare una risposta convincente. Di qui l'
auspicio di un nuovo giudizio di legittimita' costituzionale tale da
risolvere nel senso sostenuto nel testo la controversa questione.
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