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| IDG820601923 | |
| 82.06.01923 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Mascolo Vincenzo
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| Sulla dichiarazione d' ufficio del fallimento
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| nota a Trib. Roma 10 novembre 1981
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| Dir. fall., an. 57 (1982), fasc. 3, pt. 2, pag. 808-812
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D31312
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| Il fallimento si distingue dall' esecuzione singolare, scrive l' A.,
innanzitutto per essere finalizzato alla soddisfazione di tutti i
creditori; in secondo luogo per avere ad oggetto tutti i beni del
debitore; infine per il fatto di poter essere richiesto, oltre che
dai creditori, anche dal p.m., dal debitore stesso, d' ufficio. In
merito a quest' ultima eventualita' l' A. concorda con la sentenza
annotata, in cui si stabilisce che il fallimento puo' essere
dichiarato d' ufficio, indipendentemente dal caso previsto nell' art.
8 l. fall.. Nella procedura concorsuale, il preminente interesse
pubblico impedisce di porre limitazioni al potere-dovere el giudice
di dichiarare d' ufficio il fallimento. Inoltre, conclude l' A., e'
esatta l' opinione di coloro che hanno individuato negli artt. 7 e 8
l. fall. un profilo di incostituzionalita', nella parte in cui questi
articoli limitano la possibilita' di segnalare l' insolvenza al
tribunale fallimentare alle sole ipotesi ivi contemplate.
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| art. 6 l. fall.
art. 7 l. fall.
art. 8 l. fall.
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| Ist. per la documentazione giuridica - Firenze
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