| In un momento di crisi delle istituzioni e cosi' difficile per l'
economia nazionale e' necessaria una sempre piu' vigile
consapevolezza delle responsabilita' che competono a ciascun organo
dello Stato e quindi al supremo organo di controllo esterno della
gestione finanziaria pubblica che la Costituzione ha identificato
nella Corte dei Conti. Compito istituzionale primario della Corte e'
quello di garantire, nello interesse pubblico, la conformita' del
comportamento della pubblica amministrazione alla legge. Il compito
va svolto in senso dinamico: il controllo non e' fine a se' stesso,
esso segue e deve seguire l' evolversi degli ordinamenti sempre
inteso, pero', a sanzionare e segnalazione violazioni e deviazione e
dalle norme e dai principi di conformita' al diritto nonche' da
quelli di efficienza, utilita' ed economicita' dell' azione
amministrativa. Logico e necessario sviluppo delle funzioni di
controllo e' il referto al Parlamento sulla gestione finanziaria, che
contiene anche osservazioni e suggerimenti sulla efficienza dell'
apparato amministrativo e sulla funzionalita' delle leggi. L' attuale
sistema di controllo sulle regioni a statuto ordinario non consente,
peraltro, di fornire completo ed imparziale della finanza regionale.
Appare, conseguentemente importante assoggettare le Regioni al
controllo della Corte mediante l' istituzione di sezioni decentrate.
Egualmente importante, ai fini della corretta gestione dei mezzi
finanziari pubblici, la istituzione di sezioni regionali per la
giurisdizione contabile, alla quale si accompagnino innovazioni
procedurali intese a consentire una piu' rapida definizione dei
giudizi di conto e responsabilita'.
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