| Prendendo spunto dalla decisione annotata l' A. esamina in
particolare, pur con i necessari brevi riferimenti a tutto il sistema
sanzionatorio introdotto dall' art. 15 della legge 28 gennaio 1977,
n. 10 sull' edificabilita' dei suoli nel caso di costruzioni
realizzate in totale difformita' o in assenza di concessione
edilizia, il rapporto intercorrente tra acquisizione gratuita e
demolizione d' ufficio. Sulla questione, com' e' noto, si sono
delineati nella dottrina e nella giurisprudenza due orientamenti di
fondo. Secondo un primo gia' prevalente indirizzo l' acquisizione
gratuita (confisca) e la demolizione d' ufficio ex art. 15, comma 8,
della legge n. 10 del 1977, sarebbero misure tra loro alternative ed
incompatibili. Secondo un' altra ipotesi interpretativa i due
provvedimenti si porrebbero come atti cronologicamente consecutivi,
nel senso che l' autorita' dovrebbe prima disporre la confisca
amministrativa rimettendo, poi, ad una fase successiva del
procedimento, la valutazione circa la conservazione dell' immobile
acquisito. Quest' ultima prospettazione ermeneutica e' condivisa
dall' autore. L' acquisizione gratuita costituisce quindi un atto
automatico e necessario della procedura sanzionatoria nelle ipotesi
di opere abusive realizzate senza titolo concessionale o in totale
difformita' di esso, non subordinato alla verifica dei requisiti di
utilizzabilita' dell' opera a fini pubblici e del contrasto con
rilevanti interessi urbanistici o ambientali. Tale accertamento
avverra' solo in un momento successivo e, qualora dia esito negativo,
imporra', senz' altro, la demolizione d' ufficio dell' opera abusiva
a spese del costruttore. Ove si accettasse la tesi della
alternativita', secondo l' A., la confisca si configurerebbe,
oltretutto, non come sanzione ma come indispensabile presupposto per
l' utilizzazione dell' opera abusiva a fini pubblici; si finirebbe
cosi' per attribuire alla norma scopi ulteriori, non previsti,
rispetto a quello della reintegrazione dell' ordine giuridico violato
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