| La biblioteca del Consiglio di Stato e' nata nel 1831 insieme al
Consiglio stesso per fornire strumenti di studio e documentazione ai
suoi magistrati. Trasferita, dopo la proclamazione del Regno d'
Italia, insieme alla capitale ed al Consiglio, da Torino a Firenze e
poi a Roma, si e' arricchita precipuamente dei fondi appartenenti
agli organismi similari degli Stati preunitari, nonche' del "Fondo
Angiolini Clericetti", ricco di opere rare e riccamente rilegate, a
carattere prevalentemente umanistico. Si e' andata via via
specializzando in opere di carattere giuridico, ma ha avuto quasi
sempre una vita difficile per la scarsita' di mezzi a disposizione e
del personale addetto. Solo un paio di anni fa, si e' predisposto un
progetto di riordino e ristrutturazione nel quadro del quale e' stato
ricostruito in nuovi locali il fondo antico - circa 25.000 volumi
acquisiti prima del '900 -, e' stata riordinata la
sala-consultazione; sono stati schedati i periodici e le collane. Per
le accessioni dal 1970 in poi e' stato impiantato un nuovo catalogo
per autore a schede di formato internazionale ed e' in programma la
ricollocazione secondo uno schema di classificazione per materia.
Occorre, tuttavia, per portare a termine la ristrutturazione,
potenziare i mezzi ed aumentare il personale.
| |