| Affrontando il problema della contabilizzazione degli interessi
attivi e passivi agli effetti del reddito d' impresa, l' A. precisa
che in ragioneria esistono "preventivi di cassa", attinenti all'
effettivo movimento finanziario, e "preventivi di competenza"
(altrimenti detti "preventivi di diritto") che, oltre a riguardare le
entrate e le uscite di cassa, contemplano anche il diritto a
riscuotere un credito o l' obbligo a pagare un debito. Sia le fasi
dell' entrata che quelle dell' uscita sono 3: rispettivamente
accertamento, liquidazione e riscossione per l' entrata ed impegno,
liquidazione e pagamento per l' uscita, delle quali le prime, l'
accertamento per l' entrata e l' impegno per l' uscita, attengono
proprio alla competenza dell' esercizio. Premesso che in base al
decreto sull' IRPEF i corrispettivi si considerano conseguiti alla
data di consegna o spedizione del bene mobile venduto e che i ricavi,
proventi, costi ed oneri concorrono a formare il reddito d' impresa
nell' esercizio di competenza, l' A. osserva che secondo la dottrina
ragioneristica si considerano di competenza di un esercizio sia la
fase di accertamento di un' entrata sia la fase di impegno di un'
uscita, e che non possono sussistere dubbi circa la validita', ai
fini dell' accertamento di un credito, della legittima acquisizione
di uno o piu' titoli cambiari (validita' sussistente altresi' ai fini
dell' impegnop di un' uscita, nei casi di volontaria presentazione di
titoli cambiari allo sconto). Secondo l' A. e' criticabile la tesi
ministeriale che identifica il "principio della competenza" con la
data di scadenza (evento secondario) anziche' con la data di
"negoziazione" (rilascio, cessione, retrocessione, sconto, ecc.) del
titolo cambiario. Anche la pratica ragionieristica e computistica
ostano alla macchinosa interpretazione ministeriale, specie per
motivi di speditezza e realismo contabile. Infatti generalmente gli
effetti cambiari acquisiti a titolo di pagamento, comprensivi del
prezzo e degli interessi di rateazione, vengono nel loro complesso
imputati all' attivo dell' esercizio in cui l' operazione si
effettua, senza tener conto per gli interessi del piu' o meno ampio
periodo di rateazione. Secondo l' A. il principio della competenza
riferibile alla data di "maturazione" degli interessi attivi o
passivi puo' meritare forse considerazione per i rapporti debitori e
creditori non assistiti da titoli liberamente negoziabili. Il
problema va comunque risolto in sede legislativa, tutelando l' erario
e risparmiando alle imprese complicazioni contabili.
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