| L' A. osserva che nel 1980, per le difficolta' incontrate dalla lira
italiana dopo un periodo di relativa stabilita', si sono ridestati i
sospetti di movimenti clandestini di capitali e si e' nuovamente
prospettata l' esistenza e pericolosita' del fenomeno della
soprafatturazione delle importazioni e sottofatturazione delle
esportazioni. Limitando l' analisi alle sole operazioni concernenti
merci, l' A. illustra la tecnica del fenomeno, precisando che si
denomina soprafatturazione la fatturazione infedele praticata nel
commercio internazionale con la specifica finalita' di esportazione
illegale di capitali: l' espediente trova applicazione nell' ambito
di transazioni lecite e regolari, tranne che nel prezzo di
fatturazione, che e' superiore a quello reale nel caso di
importazione ed inferiore nel caso di esportazione. L' alterazione
delle fatture commerciali connessa ad un' esportazione clandestina di
capitali puo' assumere la forma della "monofatturazione" (che ricorre
quando l' originale della fattura fatta pervenire dal venditore all'
acquirente ed il relativo duplicato trattenuto dal venditore
coincidino, denunciando lo stesso prezzo alterato rispetto a quello
realmente convenuto) o quella della "doppia fatturazione" (che
comporta l' emissione di una prima fattura con il prezzo effettivo e
di una seconda con prezzo alterato). Passati in rassegna gli studi
tendenti a dimostrare l' esistenza del fenomeno ed a fornire una
stima quantitativa, l' A., sottolineata l' opportunita' di mantenere
in vigore l' obbligo del controllo della congruita' dei prezzi da
parte delle banche, esamina il fenomeno sotto il profilo repressivo,
apprezzando l' eventualita' di affidare il controllo della congruita'
dei prezzi alle dogane e di adottare altri provvedimenti integrativi
della vigente disciplina (previsione di un collegamento diretto tra
banche e dogane, potenziamento dell' Ufficio Italiano Cambi,
previsione del reato di mancata, infedele o falsa fatturazione,
controlli fiscali incrociati a livello internazionale, controllo
incrociato, per ciascuna operazione, tra le due dichiarazioni
doganali presentate presso le dogane dei due paesi partners
internazionali). Secondo l' A. il fenomeno, nonostante la sua
sfuggente complessita', e' suscettibile di repressione, almeno per
quanto concerne la doppia fatturazione.
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