| Premesso che l' evasione fiscale va ricercata e combattuta noncon
provvedimenti estemporanei ma con un' avveduta politica fiscale e
deprecata l' emanazione a valanga di leggi spesso contrastanti o
modificate gia' prima della loro emanazione, l' A. ritiene che
talvolta l' evasione costituisca un tentativo dei contribuenti di
sottrarsi ad iniquita' quali la mancanza della contabilita' di
inflazione, la mancanza od i gravissimi ritardi dei rimborsi e la
mancanza di celerita' del contenzioso che aggrava ed appesantisce la
sfiducia tra contribuente ed amministrazione finanziaria. La congerie
di provvedimenti adottati in Italia quali le misure fiscali urgenti a
getto continuo, la bolletta di accompagnamento, la ricevuta fiscale,
ed i controlli globali a sorteggio ha spesso fatto perdere all'
imprenditore la visione della gestione manageriale dell' impresa. Non
sono stati tra l' altro adottati i provvedimenti agevoltativi
previsti dalla normativa comunitaria per le esportazioni indirette
(da trattare alla stregua delle dirette) e gli esportatori sono stati
obbligati ad anticipare il pagamento di imposte risultanti, dopo le
esportazioni, non dovute. Ricordati i provvedimenti in materia di
accorpamento delle aliquote IVA e di estensione del campo di
applicazione dell' obbligo di emissione delle ricevuta fiscale ed
alcuni discutibili interventi della magistratura che hanno ravvisato
gli estremi del reato di peculato in mere infrazioni amministrative,
l' A. esprime perplessita' in merito all' abolizione della
pregiudiziale tributaria. Espone infine il contenuto innovativo del
decreto n. 897 del 1980 in materia di IVA (regime delle esportazioni,
elenco clienti e fornitori, esercizio di piu' attivita',
pubblicazione elenco dei contribuenti, etichette e contrassegni,
bolle di accompagnamento, introduzione dei registratori di cassa) ed
in materia di imposte sui redditi (reintroduzione della contabilita'
di magazzino).
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