| Ricordata l' esigenza sempre avvertita dagli Uffici distrettuali
delle imposte dirette di avere a disposizione una raccolta di
informazioni sulla reale capacita' contributiva di ciascun
contribuente e rammentati i numerosi, falliti tentativi di istituire
uno schedario contenente raccolte di notizie presso gli uffici
accertatori, l' A. osserva che solo in tempi molto recenti il
problema, ponderato e rivalutato, e' stato nuovamente affrontato dal
decreto n. 605 del 1973, che ha centralizzato la raccolta di dati e
notizie presso l' anagrafe tributaria, deputata alla raccolta e
registrazione di tutte le informazioni fiscalmente utili, provenienti
da tutti gli uffici pubblici del territorio nazionale. In tale
programma notevole importanza assume lo schedario generale dei titoli
azionari, ufficio tecnico preposto alla memorizzazione dei possessi
azionari. Illustrati il sistema dello schedario cosi' come
inizialmente concepito (schedario delle societa', composto dallo
schedario indice generale alfabetico delle societa', dallo schedario
matricolare delle societa' e dal registro dei soci; schedario dei
possessori azionari, composto dallo schedario indice generale
alfabetico e dallo schedario matricolare dei possessori), i lavori di
impianto nel 1942, le vicissitudini nel periodo bellico, gli
ulteriori aggravi di lavoro recati allo schedario delle leggi n. 1
del 1956 e n. 1745 del 1962, l' A. precisa che entro il 15 febbraio
di ogni anno devono essere presentate allo schedario dalle societa'
emittenti, casse incaricate, societa' finanziarie e fiduciarie,
agenti di cambio e commissionari le comunicazioni (modelli RAD, cioe'
Ritenuta Acconto Dividendo) riguardanti gli intestatari di azioni,
percettori degli utili riscossi nell' anno precedente ed, in mancanza
di distribuzione di utili, le comunicazioni relative agli azionisti
che hanno depositato le azioni ai fini dell' intervento all'
assemblea ordinaria per l' approvazione del bilancio. Passati in
rassegna i compiti dello schedario generale dei titoli azionari alla
presentazione dei modelli RAD ed illustrate le varie complesse fasi
di lavorazione automatizzata, l' A. avverte che il piano tecnico di
automazione per il 1979 prevede la realizzazione ii una nuova
procedura (integrata con le altre procedure dell' anagrafe
tributaria) destinata a realizzare il controllo incrociato tra i
modelli RAD e le dichiarazioni dei redditi.
| |