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| IDG821000104 | |
| 82.10.00104 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Redazione
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| Nota a Cass. sez. I 29 luglio 1980 n. 4867
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| Rass. trib., an. 24 (1981), fasc. 1, pt. 2, pag. 33
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| D23113
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| Nel commentare la sentenza della Corte di Cassazione in cui si
sostiene che agli effetti dell' imposta di successione la
deducbilita' dei debiti ereditari, quando ad essi corrisponda una
posizione creditoria del "de cuius", anche se eventuale, e'
subordinata alla dichiarazione nell' attivo del corrispondente
credito, l' A. osserva che il principio, affermato in relazione alla
normativa previgente, e' tuttora valido in quanto il concetto di
passivita' ereditaria deducibile, salvo modifiche irrilevanti, e'
stato riprodotto nella disciplina vigente. La conseguente
indeducibilita' di un debito cambiario avallato dal "de cuius" e di
un debito che lo stesso aveva avuto quale terzo possessore di un
immobile gravato da privilegio per imposta di successione non pagato
dal precedente proprietario, dichiarati solo ai fini della
determinazione del passivo ereditario, si fonda su principi
civilistici, in quanto per diritto comune a tali debiti
corrispondevano altrettanti crediti del "de cuius" verso terzi.
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| art. 45 r.d. 30 dicembre 1923 n. 3270
art. 12 d.p.r. 26 ottobre 1972 n. 637
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| Ist. dir. tributario - Univ. GE
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