| L' A. ritiene che l' art. 47, lett. c) del decreto sull' IRPEF (che
assimila al reddito di lavoro dipendete le indennita', i gettoni di
presenza od altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni,
dalle province e dai comuni per l' esercizio di pubbliche funzioni)
abbia carattere residuale. Con riferimento alle categorie di soggetti
previsti dall' art. 357 del codice penale quali soggetti esercenti,
come organi della pubblica amministrazione, una pubblica funzione, l'
A. ritiene che la lett. c) del citato art. 47 non riguardi "gli
impiegati dello Stato e di ogni altro ente pubblico che esercitano,
permanentemente o temporaneamente, una pubblica funzione,
legislativa, amministrativa o giudiziaria", cioe' i soggetti che
hanno con i rispettivi enti un rapporto di dimendenza: infatti i
compensi ed altri redditi di carattere continuativo loro corrisposti
sono qualificati redditi di lavoro dipendente, mentre i redditi
occasionali loro corrisposti da terzi per prestazioni rese nella loro
qualita' sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente dalla
precedente lett. b) Circa la categoria comprendente "ogni altra
persone che esercita, permanentemente o temporaneamente,
gratuitamente o con retribuzione, volontariamente o per obbligo, una
pubblica funzione legislativa, amministrativa o giudiziaria", cioe' i
privati che esercitano una pubblica funzione, l' A. ritiene che la
citata norma del decreto sull' IRPEF riguardi ogni altra indennita' o
compenso corrisposto a privati che svolgono pubbliche funzioni
diverse da quelle previste dalla lettera d) (cioe' indennita'
percepite dai membri del Parlamento e della Corte costituzionale,
degli amminitratori regionali, provinciali e comunali). L' A.
conclude pertanto (in senso difforme dall' avviso ministeriale) che
nel concetto di privati esercenti una delle pubbliche funzioni
residuali di cui alla norma in questione rientrino necessariamente
anche coloro che, pur vincolati ad un rapporto di dipendenza, possono
svolgere una diversa funzione pubblica, come un magistrato, ordinario
od amministrativo, nominato presidente di commissione tributaria.
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