| 148219 | |
| IDG821000345 | |
| 82.10.00345 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
| |
| Redazione
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Nota a Cass. sez. I 4 marzo 1981 n. 1240
| |
| Rass. trib., an. 24 (1981), fasc. 4, pt. 2, pag. 212
| |
| | |
| D2174
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Commentando la sentenza della Corte di Cassazione che qualifica come
questione esorbitante dalla mera valutazione estimativa (e rientrante
pertanto, secondo la vigente disciplina del contenzioso tributario,
nella competenza della Corte d' Appello) quella diretta ad accertare
se sussista o meno nell' operazione l' intento speculativo, l' A.
precisa che, secondo l' ordinanza con cui la Corte stessa ha
sollevato dubbi di legittimita' costituzionale circa l' art. 26 del
vigente decreto sul contenzioso tributario in ordine alla competenza
della Commissione tributaria centrale, la stessa questione, anche se
di estimazione complessa, esulerebbe dalla competenza della
Commissione centrale, in quanto la legge delega per la riforma
tributaria ha attribuito le questioni di estimazione complessa alla
competenza della Corte d' Appello. L' A. ritiene invece che debbano
ritenersi sottratte alla competenza del supremo collegio tributario
solo le questioni di puro fatto (e non anche quelle di estimazione
complessa).
| |
| art. 26 d.p.r. 26 ottobre 1972 n. 636
| |
| Ist. dir. tributario - Univ. GE
| |