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148269
IDG821000402
82.10.00402 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Izzi Antonio
Sugli effetti ai fini impositivi della vigente disciplina delle azioni gratuite
Rass. trib., an. 24 (1981), fasc. 9, pt. 1, pag. 57-65
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D23061; D23071; D2124; D312201; D312207
L' A. svolge alcune considerazioni suggeritogli dal confronto tra il nuovo regime fiscale dei dividendi (meccanismo del credito d' imposta) e la disciplina innovativa delle assegnazioni di azioni gratuite conseguenti all' imputazione a capitale di riserve. Secondo l' A., codificata la neutralita' fiscale dei dividendi, non vi erano ragioni per innovare il regime delle azioni gratuite: l' annosa questione dell' assimilabilita' ai dividendi delle assegnazioni gratuite, dibattuta per sottrarre queste ultime alla tassazione, sarebbe infatti venuta meno per l' intervenuta detassazione degli utili distribuiti. Si e' invece assistito al passaggio da un' ipotesi economica di assimilazione in regime di tassabilita' ad una concezione legislativa che riconosce la diversita' del fenomeno in regime di detassazione dei dividendi. Mentre nel sistema previgente l' iscrizione in bilancio si basava sul presupposto che l' assegnazione di azioni gratuite dovesse considerarsi come distribuzione di dividendi, seguita da contestuale nuovo apporto in capitale (con conseguente contabilizzazione al conto economico dei dividendi percepiti e la registrazione al conto partecipazione di un maggior costo per il nuovo apporto), con il sistema vigente tale impostazione e' venuta meno e la disciplina fiscale dell' iscrizione in bilancio di valori nominali ricevuti gratuitamente non va piu' ricercata nelle norme relative alla tassazione dei dividendi, ma in quelle riguardanti l' imponibilita' dei plusvalori; se i plusvalori non vengono iscritti, il costo della partecipazione in bilancio resta inalterato (in quanto la distribuzione e' gratuita), ma va ripartito su un maggior numero di azioni. L' A. illustra infine gli inconvenienti della nuova disciplina nei confronti dei soggetti passivi dell' IRPEG (per i quali l' imposizione latente sui plusvalori e' destinata ad operare da disincentivo per le imputazioni di riserve a capitale e favorire la distribuzione di dividendi, creando nell' ambito dei gruppi societari in contrasto tra le societa', interessate a capitalizzarsi, ed i partecipanti che vedono un pregiudizio in tale capitalizzazione) e dei soggetti passivi dell' IRPEF (in relazione ai quali la normativa, della quale l' A. auspica l' abrogazione, si presta ad essere strumento di evasione dell' imposizione progressiva ovvero fonte di incertezze e sfasamenti). In conclusione la vicenda delle azioni gratuite finisce con il dar luogo a distorsioni e carenze a causa della disarmonica combinazione della loro disciplina fiscale con il meccanismo del credito d' imposta.
art. 4 l. 16 dicembre 1977 n. 904 art. 64 d.p.r. 29 settembre 1973 n. 597
Ist. dir. tributario - Univ. GE



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