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| IDG821200737 | |
| 82.12.00737 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Digiacomo Antonino
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| Sulla rappresentanza in giudizio delle amministrazioni dello Stato a
mezzo di propri funzionari
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| Amm. it., an. 36 (1981), fasc. 7-8, pag. 977-981
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D40410; D1407
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| In base all' art. 3 del Testo Unico n. 1611 del 1933 i funzionari
dello Stato possono rappresentare l' amministrazione statale dinanzi
alle Preture e al giudice conciliatore, ma solo negli ultimi tempi si
e' avuta una diffusione di tale norma. L' A. come del resto anche la
giurisprudenza, si e' posto il problema della necessita' o meno della
concessione del mandato agli stessi funzionari, visto il silenzio
della suindicata norma in proposito. Egli ritiene che il funzionario
deve solo farsi rinoscere dal giudice e non occorre che sia munita da
jus postulandi. Anche la Cassazione ha preso posizione in tal senso,
dato che la facolta' di rappresentare l' amministrazione spetta al
funzionario per la sua qualifica e non in virtu' di delega o mandato
ed e' per questa ragione che in caso di vittoria della lite gli
spettano solo i rimborsi per le spese vive sostenute e non le
competenze di procuratore.
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| art. 3 r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611
Cass. sez. I 22 gennaio 1980, n 485
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