| Secondo l' A., la qualifica di "sociale" non e' sufficiente a
distinguere l' Autorita' dal Potere, perche' entrambi hanno la
capacita' di esercitare influenza nell' ambito sociale. L' A.
riconosce l' Autorita' e il Potere come fattori di influenza sociale,
ma sottopone a critica le principali distinzioni che sono state
fatte. Ne propone una nuova secondo la quale l' Autorita' e' il
genere, il Potere ne e' una forma degenerata. L' A. dimostra il
valore delle sue considerazioni sull' Autorita' e sul Potere anche
nell' ambito politico e conclude affermando che "se l' Autorita'
sorge storicamente nell' ambito socio-politico e trae dal bene di
questo il suo fondamento empirico, trova il suo fondamento ontologico
nel diritto di cui non e' fonte ma funzione, e pertanto ne condivide
l' umana vocazione universalistica". Il passaggio dal significato
ontologico dell' Autorita' a quello religioso risulta, afferma l' A.,
del tutto logico e mediato.
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