| L' A. riassume le esigenze che il Governo ha avuto manifestatamente
presenti nella redazione della parte oggetto della relazione cosi'
sintetizzandole: a) l' adeguamento della disciplina del processo
civile alle convenzioni internazionali ratificate dal nostro Paese,
ed allo spirito che le informa, tanto diverso, specialmente in alcuni
punti chiave come quello della giurisdizione, dalle idee dominanti
nel 1940; b) la realizzazione dei valori costituzionali e in
particolare di quelli sottesi alla garanzia della difesa, cui si
riconnette, come postulato irrinunciabile, anche la semplificazione
della procedura; c) una ricodificazione della normativa processuale,
che valga a creare modelli di procedimenti accettabili in termini di
efficienza oltre che di garanzia, ponendo qualche freno alla tendenza
neocorporativa verso la proliferazione dei riti speciali; d) infine,
un recupero, sia pure entro limiti ragionevoli, delle funzioni della
magistratura ordinaria. La misura in cui queste esigenze sono state
soddisfatte viene individuata attraverso l' analisi dei singoli punti
concernenti la giurisdizione, la competenza, la ricusazione del
giudice, gli altri organi dell' ufficio, il pubblico ministero, le
parti e i difensori, le spese, l' omissione di regole sulle
"condizioni dell' azione", il giudizio di diritto ed il giudizio di
equita', la responsabilita' civile del magistrato, la pluralita' di
parti o di cause e la successione processuale, gli atti processuali,
il processo ordinario di primo grado e le impugnazioni.
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