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148914
IDG820900433
82.09.00433 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Denti Vittorio
L' idea di codice e la riforma del processo civile
intervento al Convegno organizzato dall' Accademia nazionale dei Lincei e dall' Associazione italiana degli studiosi del processo civile sul disegno di legge delega per la riforma del codice di procedura civile, Roma, 9-10 ottobre 1981
Riv. dir. proc., s. 2, an. 37 (1982), fasc. 1, pag. 100-116
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D4; D41
L' idea di codice ha ancora una sua perdurante validita', se non mira, utopisticamente, a ricomporre ad unita' il sistema frammentato dai micro-sistemi della societa' neo-corporativa nella quale viviamo, e che rappresenta la realta' storica dei paesi di capitalismo maturo. Altra e diversa deve essere la funzione del codice, senza farlo decadere a disciplina puramente residuale, come e' stato detto per il codice civile. Si tratta, infatti, di interpretare le esigenze di tutela dei diritti esclusi dagli "statuti processuali"; di dettare una disciplina processuale che guardi piuttosto ai non garantiti che ai gia' garantiti, ai portatori dei "nuovi diritti", piuttosto che agli hofeldian plaintiffs tradizionali. Cio' non significa che un nuovo codice debba trascurare i mali "tecnici" della giustizia (la durata dei processi, l' inefficienza della giustizia minore, l' eccessivita' delle impugnazioni, ecc.) e rinunciare a tentarne i rimedi. Una codificazione, tuttavia, non puo' essere soltanto l' appagamento di un' esigenza tecnica; la sua fonte ispiratrice non puo' non essere un' esigenza politica, e, quindi, una proposta di riforma che si inserisca in un piu' ampio disegno progettuale, e guardi alla giustizia civile come uno dei nodi da sciogliere per una societa' migliore.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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