Banche dati professionali (ex 3270)
Stampa giuridica

Documento


148941
IDG821200939
82.12.00939 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Panzeri Carla M.
La valutazione del rischio di cambio nella determinazione del reddito imponibile degli enti creditizi
Impr. amb. pubbl. amm., an. 8 (1981), fasc. 6, pt. 1, pag. 381-439
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D215; D314
L' A. affronta, in questo lavoro, il problema della rilevanza economica e fiscale dei rischi di cambio (intesi in senso piu' ampio rispetto all' accezione valutaria) inerenti all' effettuazione di negoziazioni in cambi e di operazioni creditizie in valuta. Lo scopo del lavoro e' di ricercare se ed in quale misura i rischi medesimi siano concretamente valutabili in sede di determinazione del reddito imponibile dei soggetti che gestiscono istituzionalmente operazioni in valuta, e cioe' le aziende di credito che rivestono la qualifica di "banche abilitate". Muovendo dalla premessa dell' assimilazione delle valute ai titoli di credito, l' A. sostiene che, relativamente agli enti creditizi, le valute costituiscono, sotto il profilo fiscale, beni oggetto dell' attivita' d' impresa, e pertanto devono essere riguardate come "merce" da scambiare e non come investimento del patrimonio. Conseguentemente, la valutazione dei rischi di cambio relativi all' attivita' di negoziazione deve assumere rilevanza economica e fiscale nel processo di valutazione delle rimanense finali di valuta, sotto forma di valutazione o rivalutazione delle stesse, classificate in categorie omogenee. Relativamente, invece, alla tipica gestione creditizia in valuta, l' A. sostiene che la valutazione dei rischi di cambio inerenti alla stessa deve passare attraverso la valutazione delle poste attive e passive che rappresentano in bilancio le operazioni di credito e deve esprimersi in un accantonamento di utili in apposito fondo. A questo riguardo l' A. illustra le contrastanti posizioni assunte dall' amministrazione finanziaria, dalla dottrina e dalla giurisprudenza, ed auspica che la dibattuta questione possa trovare, sul piano fiscale, una soluzione che anticipi le modifiche che saranno imposte, nel nostro ordinamento, dalle determinazioni comunitarie in materia di conti annuali delle banche.
Centro diretto da E. D'Elia - IDG Firenze



Ritorna al menu della banca dati