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| IDG830900204 | |
| 83.09.00204 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Nappi Aniello
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| Impossibilita' del reato-mezzo ed impossibilita' del reato-fine nell'
ipotesi delittuosa prevista dall' art. 611 c.p.
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| nota a Cass. sez. V pen. 5 maggio 1982
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| Giur. it., an. 135 (1983), fasc. 4, pt. 2, pag. 149-152
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D51873
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| Secondo l' A. l' ultima delle massime annotate, secondo la quale l'
impossibilita' del delitto per inidoneita' dell' azione va esaminata
in relazione alla ipotesi tipica prevista dall' art. 611 c.p. e non
al reato fine, va condivisa solo in parte. La Corte non dice quali
siano i limiti di questa irrilevanza. L' impossibilita' del reato
fine per l' inesistenza dell' oggetto rilevabile dalla discrezione
del costrittore (istigatore) si risolve nella inesistenza del reato
mezzo. Occorre in sostanza sempre aver riguardo alle condizioni di
fatto esistenti od oggettivamente conoscibili al momento in cui viene
compiuta la prima azione sicche' se la descrizione e' tale che si
debba escludere la possibilita' che segua la consumazione di un
reato, l' azione del reato-mezzo non puo' essere definita come
"costrizione a commettere un fatto costituente reato".
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| art. 611 c.p.
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