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| IDG831000199 | |
| 83.10.00199 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| D' Amato Vincenzo N.
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| Ancora in tema di competenza per territorio in materia tributaria
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| Legisl. giur. trib., an. 10 (1982), fasc. 5, pag. 1387-1391
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| D2143; D2191; D60211; D538
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| Esaminata l' evoluzione verificatasi nella dinamica, struttura e
tipologia dei reati finanziari, l' A. ravvisa l' esigenza di dare
rilievo, nella repressione di detti reati, al domicilio fiscale del
contribuente, dove si pongono meglio in evidenza gli elementi di
prova necessari sia alla determinazione dell' imposta evasa sia all'
individuazione e quantificazione del reato tributario. Secondo un
orientamento forse implicito nella piu' recente giurisprudenza della
Corte di Cassazione, il domicilio fiscale del contribuente va
pertanto considerato quale luogo dell' effettiva e compiuta
consumazione del reato finanziario e del suo necessario accertamento,
con conseguente radicarsi della competenza territoriale del giudice
penale con riferimento ad esso, salvo sopperire, in tutti i casi in
cui cio' non sia possibile, con i criteri dello stesso codice di
procedura penale (preferibili alle incerte ed equivoche indicazioni
contenute nell' art. 21 della legge n. 4 del 1929 che apre ampie
possibilita' di distrazione dal giudice naturale).
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| art. 21 comma 3 l. 7 gennaio 1929, n. 4
art. 39 c.p.p.
art. 40 c.p.p.
art. 41 c.p.p.
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| Ist. dir. tributario - Univ. GE
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